Avvocato
Il diritto di prelazione dell’inquilino

La prelazione legale è il diritto spettante ad alcuni soggetti cui la legge riconosce di essere preferiti ad altri, a parità di condizioni, nella conclusione di un contratto. Tale diritto è concesso ad esempio, in talune situazioni, al conduttore in affitto di un immobile adibito all’uso commerciale. Nel caso in cui il proprietario dell’immobile decida di mettere in vendita il bene medesimo, viene riconosciuto per legge all’inquilino, il diritto di essere preferito rispetto a qualunque altra persona, a parità di prezzo, per l’acquisto. Un tempo, il diritto di prelazione era riconosciuto esclusivamente agli immobili in affitto, ad uso differente da quello abitativo ed era in pratica riservato ai titolari di esercizi commerciali la cui attività comportasse un contatto diretto con gli utenti e i consumatori. La posizione dell’attività, in questi casi, è da considerarsi una importante componente dell’avviamento commerciale. La legge di riforma degli affitti, tuttavia, ha introdotto una nuova ipotesi di prelazione legale per i conduttori di immobili ad uso abitativo, da applicarsi esclusivamente ai contratti di locazione stipulati o rinnovati a partire dal 30.12.1998 (cioé dalla data in cui la legge 431/1998 è entrata in vigore).
Tale prelazione è tuttavia riservata a casi particolari: la legge infatti prevede che qualora un soggetto risulti proprietario di due soli immobili, l’uno quello in cui alloggia, l’altro dato in affitto, in caso di necessità può vendere l’immobile affittato recedendo dal contratto, alla prima scadenza dopo il consueto preavviso di sei mesi. La novità introdotta, in questo caso, sta nel diritto di prelazione dell’inquilino, da esercitarsi con le stesse modalità previste per gli esercizi commerciali. Detta prelazione non si applicherà in caso di vendita al coniuge o ad un parente entro il secondo grado, oltre che in caso di donazione.

Dott. Franco Legni